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Consigli utili

Lo spazzolino nel microonde per spazzare via i germi



Lo spazzolino nel microonde non è il titolo di un’opera letteraria sperimentale ma un consiglio suggerito dal Reader’s Digest secondo cui mettere lo spazzolino dentro il microonde alla massima potenza per 10 secondi uccide i germi.

Questo consiglio fa parte di una serie di suggerimenti per scongiurare il pericolo di raffreddori e virus influenzale, che iniziano a girare proprio in questo periodo, attraverso la prevenzione: oltre ai soliti consigli come evitare le correnti d’aria e gli ambienti con aria viziata, lavarsi di frequente le mani e coprirsi con cura… stupisce un po’ quello di servirsi del microonde per far strage di germi.

La procedura si dovrebbe ripetere di frequente per assicurarsi che tutti i germi, che com’è noto amano proliferare tra i denti trovando ambiente confortevole nelle carie, siano stecchiti. O almeno ogni volta che si sia rimasti vittime di raffreddore.

Che siamo maniacali o no, prima o poi arriverà il momento di dover dare una pulita generale al nostro notebook, soprattutto dopo averlo utilizzato intensamente per tutta l'estate. E' importante tenere a mente alcuni consigli affinché si eviti il rischio di rovinare parti delicate, sapere quali detergenti utilizzare è fondamentale per effettuare una pulizia ad hoc.

LE MACCHIE

              



Le macchie sono sempre in agguato: incidenti a tavola, il movimento quotidiano, inconvenienti che accadono quando si lavora, si studia o si gioca.  
Ricordate che una macchia appena fatta non è ancora penetrata nella fibra. Invece una macchia secca è già penetrata nel tessuto ed è priva di solvente, ormai evaporato. Se era costituita da prodotti aggressivi per la fibra o per il colore, ha avuto quindi il tempo di danneggiarli irrimediabilmente.

Agire rapidamente, sciacquare con acqua tiepida o fredda la parte macchiata strofinandola, sono i primi passi per liberarsi dalle macchie improvvise e far seguire immediatamente alla smacchiatura il lavaggio in lavatrice e stendere all'ombra per non formare aloni. Il lavaggio e l’acqua calda possono invece fissare una macchia in modo permanente.

Ricordate che ogni tessuto ha reazioni proprie: se dovete smacchiare un capo nuovo o delicato è consigliabile passare il solvente su una zona non in vista, ad esempio su una cucitura, dentro una tasca, prima di usarlo sulla macchia.

Quando si hanno tessuti delicati, colorati o a fibra pelosa, è bene smacchiare tamponando la macchia senza fregare.

Quando la macchia è penetrata nel tessuto, occorre smacchiare mettendo sotto la stoffa un panno assorbente ( garza di cotone, ovatta, o anche un fazzoletto ripiegato) su cui vadano a fissarsi i residui rimossi dallo smacchiatore.

Per avere i migliori risultati è necessario smacchiare la lana con un panno di lana, la seta con un panno di seta, e così via.

Per evitare la formazione di aloni è bene usare non troppo solvente, e fregare col panno finché il tessuto non è completamente asciutto.

In caso di macchie molto resistenti si consiglia di mettere il capo in ammollo. Non è necessario aggiungere all’acqua dell’ammollo un detersivo per delicati o per bucato a mano. Il pre-trattamento di macchie difficili potrà essere effettuato anche utilizzando latte o acqua salata.

Cosa occorre avere a portata di mano: oltre a stracci di cotone e panni pulitissimi, spugnette, carta assorbente e' indispensabile avere in casa:

a) Saponaria o talco: utile per assorbire le macchie di unto.

b) Sapone: da bucato che potete passare asciutto su colletti e polsini (in commercio si trovano buoni prodotti alternativi)

c) Aceto: perchè l'aceto di vino (miscela di acido acetico e acqua) è indicato per risciacquare lana e seta, dopo il lavaggio, eliminando i residui di detersivi e dando brillantezza a queste fibre. Va usato diluito: un cucchiaio in circa un,litro d'acqua. Può opacizzare alcune fibre sintetiche.

d) Acetone, per togliere le macchie di smalto, lacca e vernice, ricordate che danneggia le fibre sintetiche e artificiali.

e) Acqua ossigenata, essendo però più un decolorante che uno smacchiatore deve essere usata con cautela sui tessuti colorati e su quelli sintetici. Si usa normalmente quella a 12 volumi, diluita in acqua ad una percentuale deI 10-20%.

f) Acquaragia, per la vernice (ma lascia aloni).

g) Alcool (etilico, denaturato), un ottimo solvente di origine naturale, adatto per le macchie di inchiostro e morchia, ma va usato con cautela, soprattutto sulle fibre artificiali e sintetiche, e diluito con acqua.

h) Ammoniaca: deve essere usata diluita al 15-20%, non è indicata per i tessuti di lana e seta, non indicata per macchie oleose.

i) Benzina: usata per macchie di olio, grasso, cera e resine. Lascia facilmente alone ed è pericolosa per l'alta infiammabilità e per le esalazioni nocive. Non si può usare su tessuti delicati o cerati.La benzina è spesso l’ultimo rimedio a cui si ricorre in caso di macchie resistenti. È importante però non confondere la benzina per smacchiare (benzina avio) con la benzina per le automobili.

l) Borace: è un sale usato per togliere alcune macchie dal cotone e dal lino.


m) Burro: è uno smacchiatore oltremodo pratico. È facile da eliminare ed è molto efficace nella rimozione di macchie difficili di grasso, catrame e resina. Spalmare del burro sulle macchie e fare agire per un po’ di tempo. Togliere l’eccedenza e tamponare con benzina per smacchiare.  

n) Candeggina: da usare con attenzione, perche' indebolisce i tessuti e scolorisce.

o) Etere: solvente altamente infiammabile, dall'odore caratteristico. Si presta a togliere macchie di grasso, morchia e unto. Non deve essere mai usato con tessuti anche misti seta. È molto volatile e lascia difficilmente aloni.

p) Glicerina: per le macchie a base d' acqua, è contenuta in piccole percentuali nei saponi. È utile, in aggiunta ai detersivi sintetici, nel lavaggio degli indumenti di lana per renderli morbidi. Si usa come smacchiatore per togliere particolari tipi di macchie.

q) Latte: contiene lattosio, caseina, sali minerali e grassi. Ha un'acidità bassissima, vicina a ph 7. Serve per smacchiare la pelle e i tessuti delicati.

r) Succo di limone: contiene acido citrico ed acqua. Essendo un acido molto debole è adatto a smacchiare lana e seta, al posto di prodotti più energici. Usato caldo è efficace sulle macchie di ruggine, freddo su quelle della frutta.

s) Sale fino: ottimo per le macchie di vino (va lasciato riposare 10 minuti e poi sciacquato con abbondante acqua), sciolto in acqua calda cancella le macchie di cioccolato.

t) Trementina o essenza di trementina: un solvente simile all'acquaragia. Toglie le macchie di vernice, resina e catrame, grasso, ma lascia spesso l'alone. Va usata con cautela su tessuti delicati.

u) Trielina: uno dei più usati smacchiatori, perché dissolve grasso, olio, vernici. Non lascia alone, essendo molto volatile. È però pericolosa, a causa dell'alta infiammabilità.


 

I TRUCCHI ....FAI DA TE!!!


 

Li usavano le nostre nonne, beh li possiamo usare ancora con successo anche noi sono gli smacchiatori fatti in casa. I tessuti trattati con questi "fai da te" vanno lavati subito dopo con acqua e sapone e stesi all'ombra per non formare aloni.

ACETO BIANCO Mescolato al sale smacchia, mentre diluito in acqua ravviva i colori
   
SUCCO DI LIMONE Usato caldo è efficace sulle macchie di ruggine, freddo su quelle della frutta (inoltre toglie le macchie di calacare su metalli e sanitari e fa brillare il cristallo)
   
SALE FINO Ottimo per le macchie di vino (va lasciato riposare 10 minuti e poi sciacquato con abbondante acqua), sciolto in acqua calda cancella le macchie di cioccolato dei golosoni, (diluito in aceto bianco per pulire marmi, sanitari, rame e ottone)  
   
TALCO O FARINA BIANCA Assorbenti per eccellenza ottimi per le macchie di unto, si cosparge il talco o la farina bianca sulla macchia e si lascia agire per mezz'ora, poi si spazzola, ripetendo se necessario


 



 

INDUMENTO MIO .... TI SMACCHIO IO!!!

 

Ecco utili consigli su come smacchiare i nostri golfini, le camicette e qualsiasi altro tipo di indumento dalle varie macchie.

ALCOL Le macchie provocate dall'alcol e da tutte le bevande alcoliche si eliminano immergendo l'indumento in acqua fredda  cui si è aggiunto qualche cucchiaio di glicerina, si sciacqua poi in acqua e aceto bianco
   
BIRO Si spruzza abbondante lacca sulla macchia, quindi si strofina con un panno asciutto e pulito. Di solito la macchia scompare, soprattutto se il tessuto è sintetico, oppure si può usare latte unito all'aceto.
   
CAFFE' Si toglie in acqua tiepida mischiata ad acqua ossigenata, se la macchia resiste si tampona con glicerina

   
CATRAME Strofinare con benzina finchè la macchia non scompare
   
CIOCCOLATO Se il tessuto è di cotone o di lana applicare un impasto di sapone gratuggiato mescolato a candeggina (provare prima in un angolo poco visibile per vedere che i colori non sperdano)   Se il tessuto è in fibra sintetica tamponarlo con acqua ossigenata                                                                             
   
COLLA Sciogliere sapone di marsiglia con alcol e smacchiare con il composto ottenuto
   
ERBA Tamponare con alcol puro o immergere la parte macchiata nel latte crudo e strofinare
   
FANGO Dopo averle fatte seccare le macchie di fango si spazzolano e si tamponano con acqua saponosa, poi si sciacqua
   
FRUTTA Se si coglie subito la macchia un ottimo sistema è quello di strofinarci un cubetto di ghiaccio, se invece non ci se ne accorge subito procedere con acqua semplice più acqua ossigenata
   
GELATO Intervenire con acqua fredda e detersivo
   
GRASSO  Spruzzarlo con uno smacchiatore spray prima di metterlo in lavatrice: i risultati saranno più che soddisfacenti
   
INCHIOSTRO Si tratta con acqua salata più aceto bianco in parti uguali
   
MUFFA Versare sulla macchia succo di limone e sale, far asciugare l'indumento al sole, se si deve operare su oggetti di pelle bisogna passare sulle macchie acqua e alcol denaturato in quantità uguali
   
PROFUMO Vanno benissimo acqua e sapone
   
RESINA Tamponare con alcol
   
RUGGINE Se il tessuto è di cotone bagnare la macchia con succo di limone, poi cospargere di sale fino ricoprire con un panno e passare con il ferro da stiro caldo, se invece il tessuto è in pura seta usare alcol puro
   
SALSA  Le macchie di salsa di pomodoro si eliminano con una soluzione di acqua fredda e acqua ossigenata
   
SANGUE Acqua fredda da sola seguita da una soluzione di una parte di acqua ossigenata e cinque parti di acqua
   
SUDORE Se la macchia è sulla lana usare acqua molto salata, se è su seta alcol puro
   
VERNICE Se la stoffa è di fibra sintetica va bene usare la benzina, se è di lana va trattato con la trielina, se è di seta la parte macchiata va immersa in latte caldo e poi smacchiata con la benzina
   
VINO Coprire le macchie con sale fino, poi tamponarle con acqua ossigenata diluita con acqua normale se si tratta di lana, con acqua e aceto se si tratta di seta, con succo di limone caldo se si tratta di cotone, una macchia di vino rosso su una tovaglia va coperta immediatamente con del vino bianco: alla fine della serata sarà scomparsa


Pulire il notebook

Il panno da utilizzare per pulire il display e le altre parti del notebook va scelto in modo molto attento e oculato; un panno non idoneo puo' lasciare graffi sulla vernice o sul display lucido LCD quindi bisogna assolutamente evitare pagliette, la parte abrasiva delle spugne o panni contenenti materiali come fibra di carbonio.
Paradossalmente è sconsigliato anche lo Scottex in quanto una volta imbevuto, si puo' sfaldare e puo' lasciare residui umidi sotto i tasti o accanto alle porte. Il panno ideale è costituito dai fogli di carta di riso, materiale utilizzato dai fotografi professionisti per pulire i loro obiettivi. La carta di riso ha una forte capacità assorbente e detergente, inoltre non lascia residui.
Se non abbiamo tempo di procurarci la carta di riso e dobbiamo cercare qualcosa dentro casa per pulire il notebook, è sicuramente adatto il panno per pulire gli occhiali o i panni in microfibra per pulire i pavimenti e mobili.



I detergenti che NON si devono utilizzare per pulire il notebook sono i prodotti abrasivi, i prodotti acidi e i prodotti che producono schiuma, in quanto la schiuma riesce a scivolare negli interstizi difficili da raggiungere.
Con l'occasione ricordiamo anche che la superficie del display LCD è composta da un materiale PLASTICO, perciò è severamente vietato utilizzare prodotti per il vetro.
I detergenti da utilizzare sono i prodotti per pulire le lenti degli occhiali e le visiere dei caschi: sono economici, si trovano facilmente e soprattutto hanno la stessa composizione delle apposite boccette per la pulizia del display LCD.



Una bomboletta di aria compressa si rivela molto utile per rimuovere residui di cibo e polvere nelle zone non raggiungibili come ad esempio, lo spazio tra due tasti vicini.



 

Pulire in casa


Quando si fanno le pulizie è consigliabile usare acqua calda. Se a questa si aggiunge un po’ di alcool si otterrà un detergente migliore di qualsiasi detersivo.

Per pulire lo schermo del televisore utilizzate un panno morbido per non rigarlo. L’eventuale griglia esterna posteriore deve invece essere pulita con un pennello.

Per restituire lucentezza agli oggetti di rame anneriti (bastardelle o paioli), è sufficiente strofinarli con uno straccio imbevuto con un composto di sale (sciogliere un pizzico) ed aceto (o limone e sale). In tal modo il verderame e il grasso verranno completamente asportati.

Per pulire vetri e specchi, consiglia asUC (associazione uomini casalinghi) mettere in una bottiglia con spruzzatore un quarto di litro di acqua, mezzo bicchiere di aceto, mezzo bicchiere di alcool e tre gocce di liquido per stoviglie.

Il composto liquido che ne risulta va spruzzato (in piccole quantità) sulla superficie da pulire, quindi asciugare strofinando con un panno asciutto o meglio con carta di giornale.

Non lavorare mai al sole: possono rimanere aloni sui vetri.

Per capire se gli aloni siano dentro o fuori asciugare l’interno con movimento orizzontale e l’esterno in verticale (o viceversa).

Per vetri molto sporchi è consigliabile passare il vetro una prima volta (acqua tiepida) con carta di giornale bagnata e strizzata ed una seconda volta con acqua pulita, sempre tiepida con l’aggiunta di un cucchiaino di alcool denaturato e una goccia di detersivo per piatti e passare successivamente carta di giornale asciutta e accartocciata.

Se pensate di pulire i vetri utilizzando uno straccio, ricordate che prima devono essere spolverati e poi passati con un panno morbido bagnato e strizzato (che non lasci peli), partendo dai lati verso il centro.

Ripassare immediatamente dopo con un panno di camoscio o carta di giornale.

Se volete avere vetri brillanti, dovete sciogliere in un po’ d’acqua ed ammoniaca del borotalco e procedere con attenzione alla pulizia.

Vetri e specchi inoltre si possono pulire strofinandoli con una fetta di patata e risciacquandoli.

Gli specchi molto sporchi vanno lavati con acqua tiepida in cui sia stato sciolto del bicarbonato di sodio (dieci grammi per ogni litro di acqua).

Se lo specchio è cosparso di macchioline nere, ammorbiditele con olio di oliva e dopo un paio d’ore toglietele con un foglio di giornale o una carta velina appallottolati. In questo modo non graffierete la superficie.

Per pulire i vetri smerigliati, spazzolateli con una spazzola dura,bagnata in acqua e aceto,caldissimi. Poi asciugate con uno strofinaccio morbido. Oppure passateli con mezzo limone e sciacquarli con abbondante acqua fredda.

Se sono molto sporchi provate a spruzzare (poco) spray per il forno. Ripassate con un panno e sciacquate bene con acqua e aceto bianco. Asciugate con fogli di giornale o carta da cucina.

Vasi e caraffe di vetro si possono pulire velocemente con l’acqua di cottura delle patate.

Pulire i fornelli: passare con una spugna imbevuta di acqua calda e bicarbonato oppure acqua calda e aceto bianco. L’aceto è particolarmente indicato per i fornelli in acciaio. Gli sgrassanti in crema dovrebbero essere evitati perché contengono ammoniaca. Sono più efficaci gli sgrassanti in polvere a base di quarzo polverizzato.

Se la fiamma non esce bene dai fori passate un ferro da calza sottile in tutti i buchi

Per pulire gli infissi senza danneggiare la pellicola di vernice, suggeriamo di utilizzare acqua addizionata ad un detergente neutro (es. detersivo per stoviglie).

Sono invece da evitare detergenti a base acida, ammoniacale o alcol, che, essendo particolarmente aggressivi, possono intaccare la superficie.

Non pulire mai gli infissi con prodotti che contengono soda.

Gli infissi di legno saranno protetti dall’umidità se, dopo averli lavati, vi passate sopra uno straccio con qualche goccia di cera per il parquet.

Gli infissi di alluminio si detergono immergendo una spazzola in acqua calda con del bicarbonato (il rapporto è 1 litro per ½ tazza di polvere).

I profili in alluminio di porte e finestre torneranno lucidi e brillanti anche se li passerete con una miscela di olio e alcool denaturato, in parti uguali.

I baffi che il termosifone lascia sulle pareti? Per cancellarli basta strofinare il muro con della mollica di pane imbevuta di bicarbonato.

Per sgrassare a fondo l’ ampolla dell’olio, usare acqua calda e sale grosso.

Per pulire la caffettiera e teiere usare acqua calda, sale grosso o limone per l’esterno; solo acqua bollente per l’interno.

Per pulire l’interno di teiere e caffettiere d’argento, si può riempire questi contenitori con una soluzione composta da un cucchiaino da tè di borace con 2 e 1/2 tazze di acqua calda e lasciare agire per due ore. Distribuire la miscela tutt’intorno con l’aiuto di una spazzola morbida, poi svuotare e lavare con acqua calda saponata.

E’ anche possibile iImmergere l’oggetto o riempirlo di acqua bollente aggiungere un cucchiaio di bicarbonato. Lasciare riposare per tre ore poi sciacquare. Questo metodo è molto efficace ed è consigliato per le teiere e le caffettiere, che non dovrebbero essere pulite con del detersivo.

Un altro sistema consiste nell’utilizzare acqua calda in cui si è dissolta una pastiglia per pulire le protesi dentali (una pastiglia per due tazze d’acqua). Dopo 10 minuti svuotare, sciacquare e asciugare; un asciugacapelli può essere d’aiuto se l’imboccatura fosse troppo stretta.

Per i taglieri di legno c’è un rimedio infallibile per pulirli e profumarli. Strofinate energicamente con bicarbonato e succo di limone la superficie, sciacquate ed esponetelo alla luce del sole cosi i raggi lo disinfetteranno.

Tutti i cucchiai, mestoli e forchettoni di legno non bisogna mai lavarli con il detersivo (il legno ha potere assorbente) ma con acqua calda e succo di limone.

Pulire il forno: sono da evitare assolutamente i prodotti in spray specifici (contengono soda caustica, solventi e molte altre sostanze nocive). C’è anche il rischio di non riuscire a rimuoverli del tutto. I residui rimanenti negli interstizi del forno si liberano sui cibi cotti successivamente. La prima regola è pulire il forno spesso, utilizzando acqua calda in cui sia stato sciolto bicarbonato e/o limone e/o aceto bianco.

Se il forno è molto sporco di unto, mettete all’interno una pentola con due litri di acqua calda alla quale avrete aggiunto un cucchiaio di ammoniaca e lasciatevela per tutta la notte. Togliete il grasso con una spugna la mattina dopo.

Altri consigli per pulire un forno non molto sporco passate un limone tagliato a metà sulla superficie, lasciare asciugare e poi passare con una spugnetta inumidita per togliere i residui di sporco e di succo di limone.

Il frigorifero deve essere lavato almeno ogni tre mesi con acqua calda e un cucchiaio di bicarbonato e poi asciugato

I pettini si lavano con acqua  cui siano state aggiunte alcune gocce di ammoniaca (si può utilizzare anche il bicarbonato) e nella quale siano stati lasciati a mollo per circa un’orae poi strofinate con acqua corrente

Per togliere a qualsiasi recipiente il deposito calcareo che anche la lavastoviglie non riesce a eliminare, farvi cuocere a lungo un po’ di bucce di patate.

Se sul mobile è stato versato del vino occorre asciugare immediatamente con carta assorbente evitando che il liquido penetri nel legno causando danni irreparabili. Per eliminare poi l’alone rimasto, passarvi poi sopra una pezza imbevuta di cera liquida. Lucidare infine con uno straccio pulito e morbido.

Per pulire mobili di noce o di mogano: spolverarli accuratamente e passarvi poi, servendosi di una pezza di lana, una piccola quantità di vernice incolore così ottenuta: si fa fondere a fuoco lento un po’ di cera vergine; quando è liquida aggiungere uguale quantità in peso di essenza di trementina; mescolare con una spatola; lasciare raffreddare e mettere in una bottiglia con tappo smerigliato affinchè l’essenza non e vapori.

 
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